Il Testo Unico per la Sicurezza – Le misure generali di tutela e gli obblighi


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Il Capo III del testo Unico “Gestione della Prevenzione nei Luoghi di Lavoro”, si apre con una panoramica generale, che verrà approfondita punto per punto negli articoli successivi, relativa alle misure generali di tutela nel Testo Unico Sicurezza.

Misure generali di tutela 81/2008

La prima misura, omnicomprensiva e prioritaria, è la valutazione di tutti i rischi per la salute e sicurezza; un obbligo non delegabile del Datore di Lavoro che comprende, ma non si limita, ai rischi elencati a partire dal titolo VII del decreto. La valutazione deve essere redatta in forma scritta, è un obbligo per tutte le aziende, e include di caratterizzare i rischi finalizzando l’analisi all’individuazione delle misure conseguenti, rivolte ad eliminare alla fonte o ridurre le probabilità di accadimento.

La valutazione deve inoltre tenere conto delle differenze di genere, di età, e di provenienza etnica, e considerare i rischi cosiddetti emergenti (Stress Lavoro Correlato, Tecno stress, nanomateriali) nel rispetto della progettazione ergonomica dei posti di lavoro in particolare con l’obiettivo di ridurre l’incidenza delle conseguenze sulla salute del lavoro monotono e di quello ripetitivo.

Alcune delle misure prioritarie, che risultano un obbligo inderogabile da parte delle aziende, sono l’adozione di semplici accorgimenti che si traducono tuttavia, se ben applicati, nel fondamento basilare dell’impianto del sistema di prevenzione e protezione:

  • La sostituzione di ciò che è pericoloso con ciò che non lo è o lo è meno; questo vale per sostanze, strumenti ed attrezzature, in relazione allo sviluppo normativo e tecnologico che rende ogni giorno disponibili soluzioni innovative con caratteristiche e standard di sicurezza più elevati che nel passato.
  • La limitazione del numero di lavoratori esposti ad un rischio, per ridurre i soggetti in pericolo ma anche per meglio gestire l’applicazione delle procedure e della formazione
  • L’utilizzo limitato alle reali necessità degli agenti chimici, biologici e fisici (sorgenti rumorose, emettitori di campi elettromagnetici, esposizione ad alte o basse temperature)
  • la priorità delle misure di protezione collettiva rispetto alle misure di protezione individuale, che restano l’ultima risorsa da adottare qualora le misure di tipo procedurale (organizzativo e tecnico) non siano sufficientemente efficaci a ridurre il rischio al di sotto dei limiti di accettabilità, o non siano tecnicamente applicabili.

Importante il ruolo ricoperto dalla sorveglianza sanitaria, finalizzata alla verifica dell’idoneità alla mansione specifica ed al monitoraggio delle condizioni di salute lavorativa; preposta anche all’allontanamento per motivi di salute dalla sorgente di esposizione, adibendo il lavoratore ad altra mansione, ove possibile.

A tale proposito si ricorda che le misure relative alla sicurezza, all’igiene ed alla salute durante il lavoro non devono in nessun caso comportare oneri finanziari per i lavoratori, comprese le spese relative al trasporto per recarsi presso gli istituti ove effettuare le analisi mediche, il cui tempo è da considerarsi come orario di lavoro. (come precisato nell’interpello nr 14/2016 del 25/10/2016).

Tra le misure generali non può mancare il ruolo della formazione, informazione ed addestramento, rivolte a tutte le figure coinvolte nel sistema di prevenzione e protezione: lavoratori, preposti, dirigenti, RLS, addetti all’emergenza. L’obbligo fondamentale della formazione, come aspetto principale per la prevenzione, non si limita ai contenuti trasversali ed eterogenei definiti dagli accordi Stato regioni del 2011, ma va interpretato in modo più ampio, ed inteso come l’erogazione di tutti gli episodi formativi ed informativi ritenuti necessari per una migliore gestione dei rischi e delle situazioni di emergenza.

Fanno parte delle misure generali gli aspetti legati alla pianificazione degli interventi in caso di emergenza, mediante l’adozione di opportune procedure e l’impiego di segnaletica di avvertimento e di sicurezza anche attraverso l’adozione di codici di condotta e di buone prassi, rivolte a migliorare le condizioni nel tempo.

 


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