Le Radiazioni Ottiche Artificiali, cosa sono e come proteggersi


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Il capo V del Titolo VII del Testo Unico per la Sicurezza è dedicato alla valutazione del rischio da esposizione a Radiazioni Ottiche Artificiali (ROA), da non confondere con le radiazioni di tipo ionizzante, disciplinate invece all’interno del d.lgs 241 del 26 maggio 2000.

Le radiazioni ottiche sono quelle radiazioni di tipo elettromagnetico che possono provocare conseguenze per la sicurezza e per la salute dei lavoratori, con particolare riferimento ai rischi per gli occhi e per la pelle. Ne fanno parte tutte le radiazioni nella gamma di lunghezza d’onda compresa tra 100 nm e 1 mm.

Lo spettro delle radiazioni ottiche è suddiviso in radiazioni ultraviolette, di lunghezza d’onda compresa tra 100 e 400 nm, a loro volta suddivise in UVA (315-400 nm), UVB (280-315 nm) e UVC (100-280 nm); radiazioni visibili (di lunghezza d’onda compresa tra 380 e 780 nm)e radiazioni infrarosse, di lunghezza d’onda compresa tra 780 nm e 1 mm loro volta suddivise in IRA (780-1400 nm), IRB (1400-3000 nm) e IRC (3000 nm-1 – 1 mm).

Appartengono alle radiazioni ottiche pericolose anche i raggi laser, definiti come “l’amplificazione della luce mediante l’emissione stimolata di radiazione.”

Le principali conseguenze per l’uomo, derivanti da esposizione a radiazioni ottiche, sono riconducibili a danni per gli occhi e per la cute e dipendono dalla lunghezza d’onda e quindi dalla tipologia di radiazione.

I raggi ultravioletti possono produrre lesioni come fotocheratiti e foto congiuntiviti (UVB e UVC) e cataratte (UVA), possono inoltre causare eritemi e scottature della pelle, processi accelerati di invecchiamento della pelle fino a tumori cutanei.

Le radiazioni nel campo del visibile possono provocare bruciature della pelle lievi e reazioni di foto sensibilità.
I raggi infrarossi possono provocare cataratte (IRA e IRB), bruciature della cornea (IRB e IRC) e della retina (IRA). Possono inoltre avere effetti sulla pelle causando bruciature anche di media intensità.

La gravità delle conseguenze e il rischio da esposizione, dipende dalla tipologia di radiazione, dalla durata e dalla intensità; in alcuni casi è importante considerare situazioni legate alla fotosensibilità individuale che è una caratteristica determinata geneticamente. In relazione al decorso temporale le conseguenze per la salute si possono distinguere in :

  • effetti a breve termine o da esposizione acuta con tempi di latenza dell’ordine di ore o giorni;
  • effetti a lungo termine o da esposizione cronica con tempi di latenza di mesi o anni.

In linea generale per gli effetti a breve termine è possibile stabilire “i valori soglia di esposizione” (individuati nell’allegato XXXVII del D.Lgs 81/2008) al di sotto dei quale è poco probabile che si verifichi il danno. La maggior parte degli effetti a lungo termine (per esempio il carcinoma cutaneo) hanno caratteristiche diverse dagli effetti a breve termine e la probabilità di insorgenza dipende dalla dose accumulata dall’individuo.

Valutazione del rischio

La valutazione dei rischi da parte del Datore di Lavoro (art 216), deve inoltre tenere in considerazione le possibili conseguenze di tipo indiretto, quali ad esempio i rischi di incendio e di esplosione innescati dai fasci di radiazione e ulteriori rischi potenziali generati alle attrezzature di lavoro (stress termico, contatti con superfici calde, rischi di natura elettrica).

Al fine di limitare le probabilità di esposizione e di evitare le sovraesposizioni che possano causare danni ai lavoratori, il Datore di lavoro è tenuto ad adottare tutte le misure di prevenzione e protezione descritte nell’ articolo 217. In particolare tali misure devono essere rivolte a individuare attrezzature e metodi di lavoro che espongano a limitate radiazioni, tenendo in considerazione quanto previsto nei manuali di istruzione uso forniti dai produttori.
Il datore di lavoro dovrà inoltre tenere in considerazione quanto previsto dalla normativa vigente, dalle linee guida e dalle norme di riferimento tecnico che, oltre a dare indicazioni precise sulla classificazione delle radiazioni, indicano le adeguate misure di progettazione dei locali e di manutenzione degli strumenti emettitori oltre ai dispositivi di protezione individuale da impiegare per ogni diversa tipologia di ROA.

Utili informazioni in relazione alle caratteristiche delle radiazioni ottiche e alle principali fonti di emissione, con relative misure di prevenzione, possono essere rintracciate nel portale agenti fisici, elaborato in collaborazione tra INAIL, Laboratorio di Sanità Pubblica dell’Azienda Sanitaria Toscana Sud Est e dell’Azienda USL di Modena.

 


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