La valutazione del rischio rumore in azienda


Per garantire la sicurezza e la salute in azienda il datore di lavoro ha l’obbligo di valutare anche i rischi derivanti dall’esposizione ad agenti fisici: rumore, ultrasuoni, infrasuoni e vibrazioni meccaniche, campi elettromagnetici, radiazioni ottiche artificiali, microclima e atmosfere iperbariche.
E’ quanto stabilisce il decreto legislativo numero 81 del 9 aprile 2008, noto anche come Testo Unico sulla sicurezza.

Per quanto riguarda i rischi per la salute dei lavoratori dovuti ad eccessivo rumore, il datore di lavoro, come evidenziato nel capo II del Titolo VIII del Testo Unico, valuta il rischio prendendo in considerazione alcuni fattori tra i quali

  • il livello, il tipo e la durata dell’esposizione
  • gli effetti sulla salute e sulla sicurezza dei lavoratori particolarmente sensibili al rumore, con particolare riferimento alle donne in gravidanza e i minori
  • gli effetti derivanti da interazioni fra rumore e sostanze ototossiche connesse con l’attività svolta e fra rumore e vibrazioni
  • gli effetti indiretti sulla salute risultanti da interazioni fra rumore e segnali di avvertimento
  • le informazioni sull’emissione di rumore fornite dai costruttori dell’attrezzatura di lavoro in conformità alle vigenti disposizioni in materia
  • l’esistenza di attrezzature di lavoro alternative progettate per ridurre l’emissione di rumore
  • la disponibilità di dispositivi di protezione dell’udito con adeguate caratteristiche di attenuazione

Nella valutazione del rischio rumore è determinante il ruolo della fonometria, cioè l’insieme delle attività che tecnici specializzati in acustica e vibrazioni svolgono nella valutazione del grado di rumore di un determinato luogo di lavoro.

 


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