Sicurezza sul lavoro, nel 2013 allarme sommerso


Rispetto al 2012, nel 2013 è stata registrata una crescita pari a 22mila del numero di immigrati che hanno trovato un’occupazione. I dati pubblicati da Inail parlano di 2.355.923 stranieri che hanno trovato lavoro nel nostro Paese, con una crescita che si contrappone a quella fatta registrare dai lavoratori italiani che negli ultimi 6 anni hanno, invece, ottenuto un calo di 1,6 milioni di unità.

Il recente rapporto pubblicato da Inail “Gli immigrati nel mercato del lavoro in Italia” mostra però un dato preoccupato. L’allarme per il lavoro sommerso è ancora molto alto, dal momento che ci sono ancora molte aziende che non mettono in regola i propri dipendenti, rischiando sanzioni penali ma soprattutto mettendo in pericolo la salute e la vita dei lavoratori stessi.

Secondo il sottosegretario al Lavoro, Franca Biondelli “è importante riprendere in mano la situazione con una mappatura del sommerso“, promuovendo attività di inserimento, formazione e qualificazione per sensibilizzare le aziende e far capire loro l’importanza di regolazzire la posizione dei lavoratori.

Il rapporto mostra anche una crescita al contrario, ossia la presenza crescente della popolazione straniera che ancora non ha un lavoro e che nel 2013 ha raggiunto quota 1.275.343. L’aumento proviene soprattutto da Paesi al di fuori dell’Unione Europea ed è determinato da ricongiungimenti familiari e dall’aumento del numero di stranieri definiti di seconda generazione.

 


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