Linee guida gestione rischi stoccaggi impianti rifiuti


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In seguito a recenti e numerosi incendi che si sono verificati sul territorio nazionale e che hanno coinvolto impianti di deposito e smaltimento rifiuti, il Ministero dell’Ambiente ha elaborato e pubblicato la lettera circolare Linee guida per la gestione operativa degli stoccaggi negli impianti di gestione dei rifiuti e per la prevenzione dei rischi, disponibili nella sezione dedicata del portale ministeriale.

Il documento ha lo scopo di individuare le sinergie più opportune per la prevenzione o riduzione dei rischi derivanti da incendi che possono svilupparsi in un deposito rifiuti, fornendo le indicazioni desunte dalla normativa in vigore, e realizzate grazie alla collaborazione con il Dipartimento dei Vigili del Fuoco, le amministrazioni regionali e le agenzie ambientali maggiormente coinvolte.

Fornisce indirizzi operativi relativamente alla gestione, allo stoccaggio e alla movimentazione dei rifiuti,  corredati da una utile check-list che consente ai gestori stessi di verificare il rispetto dei diversi requisiti regolamentati dal panorama normativo attualmente in vigore.

Le norme in materia ambientale (D.lgs. 152/2006), illustrano le modalità per l’ottenimento della autorizzazione integrata ambientale, che consente agli impianti autorizzati di smaltire e recuperare i rifiuti (procedura ordinaria e semplificata di cui agli articoli 208 e 216). Tuttavia la complessità del contesto normativo e procedurale lascia una discreta libertà di interpretazione ai gestori relativamente ai criteri comportamentali, alle buone prassi operative e alle modalità di gestione e stoccaggio dei rifiuti. Tale disomogeneità si riflette inevitabilmente sulle azioni ispettive, sui controlli esercitati dalle agenzie ambientali e sulla misura delle relative sanzioni elevate in caso di violazioni.

Linee guida depositi rifiuti

Le linee guida hanno l’obiettivo di creare uniformità nei comportamenti, nelle modalità gestionali e nelle pratiche autorizzative, con lo scopo di indicare anche agli enti preposti al controllo le azioni ispettive da condurre, inquadrando l’intero contesto normativo in modo funzionale e omogeneo.

Il direttore Tecnico dell’impianto riveste il ruolo di datore di Lavoro ai sensi della normativa sulla sicurezza, e di conseguenza si assume l’onere di rispettare gli obblighi ad egli ascritti come definiti dall’articolo 18 del D.Lgs. 81/2008 e in particolare di effettuare la valutazione di tutti i rischi presenti nelle aree di lavoro sulle quali detiene disponibilità giuridica.

Tale valutazione deve considerare anche i potenziali rischi per l’ambiente e la popolazione circostante, eventualmente derivanti da un incendio o da una emergenza di carattere generale, e deve avere come naturale e normata conseguenza, l’elaborazione delle misure di tipo preventivo, rivolte a ridurre la probabilità di insorgenza dell’evento, e di contenimento, rivolte a limitare i danni se l’evento si verifica.

Obbligo del Direttore Tecnico dell’impianto è quello di elaborare le azioni di prevenzione e contenimento all’interno del Piano di Emergenza, sviluppato in collaborazione con gli eventuali enti di soccorso e con il personale, esterno e interno, preposti alla gestione dell’emergenza. Tali misure devono essere rivolte a garantire la sicurezza degli operatori che lavorano nel sito, così come la tutela dell’ambiente e della popolazione circostante evitando la dispersione di materiale pulverulento, l’inquinamento dell’aria, dell’acqua e del suolo, i rumori eccessivi e le molestie olfattive.

Nell’ambito delle misure rivolte a prevenire l’insorgenza di un incendio vi sono quelle che prevedono la corretta disposizione dei rifiuti all’interno dello spazio adibito a deposito. I rifiuti devono essere suddivisi per categoria e tipologia, opportunamente separati e identificati. Non possono permanere per un periodo troppo lungo all’interno dell’impianto prima di essere destinati allo smaltimento o al recupero e comunque conservati all’interno di spazi opportunamente progettati in funzione della diversa tipologia e dello stato fisico del rifiuto. I locali destinati allo stoccaggio devono essere opportunamente ventilati, dotati di bacini di contenimento, facilmente accessibili dai mezzi di soccorso e equipaggiati con impianti automatici di rilevazione e spegnimento incendi e di video-sorveglianza.

Tra le responsabilità gestionali del Direttore Tecnico, che può avvalersi di figure di supporto, vi è anche quella di verificare le condizioni e la tipologia di rifiuto che viene conferito all’impianto. Ogni rifiuto deve essere tracciato e corredato dalla documentazione di accompagnamento (formulario di identificazione o scheda SISTRI e/o di idonea certificazione analitica riportante le caratteristiche chimico-fisiche dei rifiuti). Il rifiuto non conforme, non adeguatamente certificato o non rispondente a quanto definito dalla documentazione di accompagnamento, deve essere respinto e reinvitato al produttore.

Info: Ministero Ambiente linee guida gestione rischi impianti rifiuti

 


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