Primi risultati progetti amianto, convegno Ministero Salute


progetti-nazionali-amiantoSi è tenuto lo scorso 12 novembre presso l’Istituto Superiore di Sanità, il convegno Primi Risultati Progetti Nazionali sull’AmiantoPresentazione dei risultati relativi alle linee progettuali 2012 finanziate dal Ministero della salute per la promozione delle azioni di interesse sanitario”.

Il convegno avevo l’obiettivo di presentare i risultati conseguiti a distanza di tre anni dalla seconda Conferenza Governativa Amianto, che ha avuto luogo a Venezia nel novembre 2012, occasione in cui si erano potute confrontare le conoscenze acquisite in materia, attraverso la partecipazione e il coinvolgimento degli enti interessati e degli studiosi del settore.

Nell’ambito della conferenza si era arrivati all’elaborazione del Piano nazionale Amianto, un documento programmatico in cui sono state pianificate le linee guida operative da avviare e l’individuazione dei fondi con cui realizzarle, che attualmente non è stato “ancora adottato in pieno per le obiezioni avanzate in merito ai diversi aspetti di sostenibilità finanziaria“.

Dal Piano Nazionale è scaturito tra i progetti preponderanti a livello nazionale il Progetto Nazionale Amianto, finanziato dal Ministero e coordinato dall’Istituto Superiore di Sanità, finalizzato a individuare soluzioni a problemi aperti come:

  • Il rischio ancora presente sul territorio di esposizione per motivi non professionali in seguito ai risultati ottenuti con l’applicazione bando dell’amianto.
  • Gli strumenti operativi per effettuare una efficace sorveglianza sanitaria ed epidemiologica.
  • La ricerca e lo sviluppo di nuovi sistemi di diagnosi e terapeutici delle malattie derivanti all’esposizione ad amianto.
  • La collaborazione tra gli Stati in cui l’amianto non è ancora stato del tutto bandito.

I risultati presentati dagli studiosi coinvolti nel Progetto Amianto indicano che a livello ambientale il bando amianto ha consentito di raggiungere risultati soddisfacenti, al punto che l’esposizione delle persone residenti in siti considerati maggiormente a rischio è paragonabile a vent’anni dalla legge 257/1992, con quella della popolazione nazionale. Lo studio tuttavia evidenzia ancora delle significative criticità correlate al problema dello smaltimento, che risulta una fonte di preoccupazione ambientale di grande importanza e l’ISS raccomanda l’esigenza di implementare le attività di sorveglianza delle attività di bonifica, con la finalità di ridurre fenomeni di smaltimento inadeguati o condotti da enti non certificati.

Attualmente vi è una forte richiesta di smaltimenti. Lo stesso Piano nazionale Amianto sottolinea l’importanza di individuare metodi alternativi allo smaltimento in discariche e promuove la collaborazione tra enti regionali e statali per superare le difficoltà burocratiche che ostacolano la realizzazione di nuovi impianti.

Sono quindi stati presentati i dati epidemiologici ottenuti attraverso lo sviluppo di nuovi approcci di ricerca clinica sul territorio nazionale, con particolare riferimento ai casi di malattie asbesto correlate, nelle zone considerate maggiormente a rischio.

Info: Ministero Salute, interventi convegno Piano amianto

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